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    E servono?!

    Un certo snobismo culturale inorridisce all’idea che l’individuo abbia bisogno di qualcuno che gli organizzi il proprio tempo libero. E’ vero, il tempo libero è l'autentica ricchezza della nostra epoca, forse la più grande conquista sociale dell’ultimo secolo, il privilegio più ambito. Per questo è importante trascorrerlo nel migliore dei modi, ciascuno seguendo le proprie inclinazioni e preferenze individuali.

    Ma nella società, che per definizione è collettiva, anche il tempo libero spesso è scandito da abitudini, riti, oserei dire anche bisogni collettivi. E tutto ciò è assolutamente sano. Anzi, si potrebbe forse definire malata proprio la tendenza dell’attuale società all’isolamento degli individui, alla scarsa socializzazione, all’eccesso di individualismo.

    Si direbbe allora auspicabile, perché no, una pratica anche del tempo libero di tipo collettivo, almeno per quanto riguarda aspetti, vedi ad esempio il gioco, che privati proprio della componente collettiva imboccherebbero altrimenti derive patologiche. O come altro si potrebbe definire la pratica dei videogiochi: l’uomo (o, peggio ancora, i bambini) che, disperatamente soli, sono costretti a giocare con la macchina!

    E se nei riti collettivi del tempo libero (quello della vacanza, ad esempio, massima espansione della possibile fruizione del tempo libero) si può arrivare a sentire l’utilità di programmi più strutturati, di una maggiore o migliore organizzazione e perciò di organizzatori specificamente dedicati, ciò è certamente meno patologico di scelte di tempo libero esclusivamente di tipo individualistico! Caso mai l’aspetto patologico si può ravvisare nell’incapacità degli individui che, disabituati a una sana socializzazione, venendo a trovarsi in situazioni di gruppo, hanno perso a tal punto la capacità di socializzare da non essere più in grado di attivare neanche i più elementari processi di tipo collettivo, vedi ad esempio il gioco, determinando il ricorso a chi, per ruolo, venga delegato al compito. Ecco perché sono diventati necessari ed estremamente importanti degli operatori specializzati e professionalmente dediti al tempo libero ma, si badi bene,nell’ambito di gruppi: gli animatori, appunto. La loro funzione primaria, forse ancor più che di organizzatori del tempo libero, è proprio quella di fare da attivatori, da volano, a processi di socializzazione e di aggregazione che altrimenti, senza la loro presenza, non sarebbero in grado di ripartire.

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