Riallacciandomi ad un mio precedente articolo (
ma che ne sai se non hai fatto il pianobar), mi correggo con piacere perchè sto riscoprendo, nel pubblico che incontro suonando nei locali e nelle feste in casa, un nuovo interesse per quel vecchio stile musicale che potrebbe finalmente godere di una nuova giovinezza.
Non ho mai tenuto nascosta la mia antipatia per la tecnologia usata gratuitamente, quella che in campo musicale è arrivata a sostituire i musicisti con computer e tastiere che suonano da sole, ma fino a poco tempo fa la mia era una voce fuori dal coro.
Poi una sera ero a casa di amici per suonare al compleanno di uno di loro, c'era un pianoforte a coda (non è frequente trovarlo nelle abitazioni private). A fine serata ho abbandonato la mia tastiera, che comunque chi mi conosce sa che suono senza utilizzare basi registrate, e mi sono seduto al pianoforte, per cantare vecchi successi di
Lucio Battisti,
Claudio Baglioni,
Lucio Dalla e tanti altri cantautori della mia epoca. La serata si è trasformata completamente, le persone che prima ballavano senza curarsi più di tanto della mia performance si sono strette intorno al pianoforte cantando con me, certamente non tutti intonati, ma con una naturalezza e complicità che forse la strumentazione elettronica tenevano nascoste.
In un'altra occasione una ragazza che mi aveva visto mesi prima suonare la tastiera in un pianobar, vedendomi invece seduto al pianoforte mi confessò candidamente che non sapeva che fossi un pianista.
A volte capita, mentre sto suonando, che qualcuno mi chieda di 'mettere' un brano di
Jovanotti.
Ora non voglio dire che le basi registrate siano da bandire completamente, vanno certamente bene per il karaoke, ma che sia karaoke e non un tentativo grossolano di spacciarle per musica dal vivo.
Con queste premesse quando
Maurizio Lombardo mi ha invitato a vedere il suo locale di Ciampino,
AL 26, mi sono emozionato vedendo gli strumenti acustici, tra i quali un bellissimo pianoforte a coda bianco e un contrabbasso, e sentendogli dire che vorrebbe fare serate con musica dal vivo 'suonata' veramente e con il repertorio classico degli anni sessanta, settanta e ottanta.
Credo di avergli trasmesso parte del mio entusiasmo mettendomi a suonare qualcosa lì per lì, su due piedi, anzi sulle quattro zampe dello sgabello del pianoforte, e così è nata l'idea di riproporre la musica e lo stile degli anni d'oro del pianobar.
Ed ora finalmente ci siamo,
sabato primo ottobre sarò dietro quel pianoforte bianco in compagnia di alcuni vecchi amici e, spero, tanti nuovi.
Vi racconterò come è andata.
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