Riallacciandomi all'articolo
Musica e Cibo, di
Sergio Panajia, voglio aggiungere che anche la musica cosiddetta
leggera ha avuto e ha un ruolo importante nel panorama gastronomico italiano e mondiale.
Numerosi sono i locali a tema geografico e/o culturale che propongono menu da gustare ascoltando musica.
Si va dai
locali messicani,
brasiliani e
orientali in genere dove si mangia al suono di canzoni di quei paesi, fino ad arrivare alle
sagre paesane nostrane dove è usuale assistere a
spettacoli folkloristici degustando prodotti locali magari acquistati in una bancarella.
Naturalmente la colonna sonora non modifica il sapore di cibi e bevande, ma contribuendo a rafforzare il contesto in cui ci si trova, se non addirittura creandolo, ci fa sentire in armonia - termine dal doppio sinificato preso in prestito dal mondo delle sette note - con i sapori.
Ricordo che negli anni settanta, quando ancora frequentavo il liceo, per un paio d'anni ho fatto parte di un gruppo musicale che suonava, a Roma, in un grande ristorante per turisti. Venivano serviti piatti tipici italiani, dalla pastasciutta al tiramisù, accompagnati dal vino dei castelli, caffè e limoncello. Il nostro repertotio internazionale era apprezzato, ma quando al momento giusto della serata iniziavamo a suonare una lunga tarantella vedevo, come per magia, che tutto prendeva forma in un quadretto felliniano dal sapore - stavolta il vocabolo deriva dal mondo enogastronomico - semplice e genuino, come se le pietanze e gli stessi commensali potessero ricevere una nuova energia dalla voce del nostro tenore leggero che cantava in dialetto partenopeo.
Nei decenni successivi ho avuto nuove esperienze, dagli aperitivi in terrazza accompagnati al pianoforte alle serate new age all'insegna di una cucina naturale che vuole farci riscoprire le nostre origini.
Concludo esprimendo la mia avversione per tutti coloro che, in viaggio all'estero, si intestardiscono a cercare ristoranti italiani per poi criticarne l'operato. Ho conosciuto persone che hanno ordinato lasagne a Cancun in preda a nostalgie culinarie dopo solo tre giorni che avevano lasciato l'Italia. Qualcuno ricorderà le note di un successo del passato, quando Fred Bongusto cantava
Spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè, ma ascoltando bene le parole del brano si scopre che il protagonista era probabilmente tornato in Italia e si consolava al ricordo di altri appetiti a Detroit, dove con la sua Lola avrà mangiato hamburger e patatine o fish and chips al suono di musica country. Almeno lo spero.