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Arte e cultura
Provincia di Cuneo inaspettata
Franco Mioni
A un’ora d’auto dal mare della Riviera di Ponente e circondata da vicino dalla spettacolare
cornice delle Prealpi Cozie e delle Alpi Marittime, ecco CUNEO. La città medievale
e seicentesca si presenta con un immagine urbanistica positivamente intatta da due
secoli. Una delle più grandi ed eleganti piazze d’Italia introduce ad una sequenza
di antichi, suggestivi portici nei quali sono insediati esercizi commerciali, botteghe
artigiane e luoghi di convivio che conservano mirabilmente insegne, arredi e atmosfere
di un tempo; ugualmente la città si presenta vivace ed animata, sicura-mente di
grande “vivibilità”.
Il tessuto economico tutt’attorno è consistente e concreto,
con piccole e medie imprese e grandi nomi come le “Cartiere Burgo”. Nella vicina
Piasco è una delle più importanti fabbriche mondiali di preziosi strumenti musicali
come le arpe, di cui anche si trova qui l’unico Museo al mondo intera-mente dedicato.
E, altrettanto insospettatamente, nella piccola Venasca ecco la “Fabbrica dei Suoni”,
la prima struttura in Italia interamente dedi-cata al mondo dei suoni e della musica;
un percorso ludico-didattico per grandi e piccoli.
Citazione a parte per Mondovì, deliziosa cittadina medioevale e barocca con uno straordinario belvedere che spazia
a 180° su un grandioso scena-rio che va dal Monviso alle Alpi Marittime. E a proposito
di sci: superimpianti, ricettività e prezzi ok a Limone Piemonte e Frabosa Soprana.
Le attrattive artistiche e culturali sono di grande valenza anche nella vicina zona
del marchesato di Saluzzo: dall’elegante centro storico della cit-tadina allo scenografico
Castello trecentesco della Manta con i famosi affreschi “cortesi” della sala baronale,
capolavoro dell’arte gotica europea. Il patrimonio naturalistico è anch’esso di
originale e particolare valore. Innanzitutto lo scenario maestoso ed allo stesso
tempo armonioso delle Alpi innevate. Nelle vicine ma incontaminate Valli Varaita,
Maira e Stura ritroviamo antiche testimonianze ed intelligenti recuperi di modi
e forme di vita e di lavoro, tra cui iniziative relative alla pastorizia locale
ed alla transumanza che ci rimandano a non lontani legami tra qui, le più orientali
Terre Occitane, e le piane Provenzali e Camarghesi poco oltre Marsiglia. Un itinerario
attraverso una lingua viva, ancora parlata in queste zone.
La riscoperta ed il mantenimento
tenace e veritiero di cultura e tradizioni lo si ritrova poi anche attorno alla
tavola; quando si entra in una trattoria “alla buona” di un piccolo paese o in una
baita isolata oppure anche in un ristorante “à la page” o in una residenza di gran
classe, il sentore dei cibi ed il calore dell’ambiente sono differenti ma ugualmente
efficaci e genuini . Dai prodotti più strettamente locali come la Pecora Sambucana
con i suoi formaggi, i Porri di Cervere, il Bue Grasso di Carrù e la Polenta Pignolet,
passando per la pasta fresca e la sontuosa pasticceria tradizionale fino ai brasati,
cotechini, bolliti e verdure in bagna cauda: il vero tripudio dei semplici od opulenti
ingredienti della cucina piemontese con la sapiente e raffinata manipolazione dei
cuochi che ancora oggi traggono la loro mae-stria ed ispirazione dalla cucina delle
antiche Corti Ducali, Marchesali e Regali.
Il tutto accompagnato dai grandi vini
di Langa, la parte della provincia, totalmente diversa, che si è accaparrata da
tempo l’interesse e l’attenzione turistica che qui meriterebbe rivolgere più a lungo
e più insistentemente il proprio sguardo.
www.salottoeuropeo.it
salottoeuropa@iol.it
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