mercoledì 8 settembre 2010
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Animazione
Un doveroso ricordo di Ivan Rossi
Roberto Dionisi

Molti sicuramente lo ricorderanno perché il suo gesto riempì le pagine dei giornali e i titoli dei telegiornali. Ivan Rossi è l'eroico animatore che l'8 giugno 2007 ha perso la vita nel più grande gesto di altruismo possibile, quello di salvare la vita degli altri. Un gesto eroico portato a termine senza esitazione e con estremo coraggio da Ivan Rossi, in cambio della propria vita. Ivan trovandosi sulla spiaggia prospiciente al Villaggio in cui era capo animatore, ha perso la vita in mare per andare in soccorso di cinque ragazzi che, date le condizioni di un mare forza otto, stavano annegando. I ragazzi si erano allontanati dalla riva e non riuscivano più a tornare indietro. Ivan, senza pensarci due volte si è buttato in acqua riuscendo, sotto gli occhi terrorizzati, increduli ma fiduciosi dei presenti, a portarli uno dopo l'altro a riva. Ma durante l'ultimo percorso compiuto verso la spiaggia, si sarebbe sentito male, sopraffatto dalla fatica e dallo sforzo fisico compiuto.
Ora si ripropone di nuovo il ricordo di quella azione che tutti i media hanno definito eroica in occasione dell'ennesimo riconoscimento questa volta proposto dalla Associazione Nazionale Animatori, in un evento dal forte valore simbolico presso il Parco pubblico del Pineto, a Roma, che fa seguito alla proposta fatta a più voci rivolta al presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, affinché riconosca a Ivan Rossi la medaglia d'oro al valore civile.
Il riconoscimento, che ha avuto luogo lo scorso 13 dicembre, patrocinato dal Ministero della Solidarietà Sociale, dal Ministero dell'Ambiente e dalla Regione Lazio, ha voluto dedicare a Ivan Rossi, con una cerimonia dal valore altamente simbolico, oltre ad una targa commemorativa, un giovane albero, che testimoni, con la sua vita e la sua crescita, il ricordo vivo dell'eroico giovane. L'evento denominato La collina dell'infanzia - Pianta un albero per ricordare è nell'ambito di una campagna avviata già dal 2006 dalla Federazione Italiana Organismi e Reti Educative, di cui l'Associazione Nazionale Animatori è parte dirigente. La campagna, attraverso la messa a dimora ogni anno di alberi che testimoniano e ricordano personaggi meritevoli, si realizza in ognuna delle città aderenti al progetto, ove vengono piantati alberi e consegnati riconoscimenti a persone ed organismi che una commissione, composta da personaggi autorevoli provenienti da diversi contesti (istituzioni, cultura, informazione, terzo settore etc.), sceglie ogni anno.
Il riconoscimento non si ferma alla cerimonia di premiazione: l'albero cresce e negli anni futuri la testimonianza e il ricordo crescerà con lui.
L'evento ha luogo contemporaneamente in ogni comune aderente delle regioni Lombardia, Friuli, Abruzzo, Molise, Campania, Sardegna e naturalmente Lazio, che a loro volta hanno aderito alla campagna, con iniziative che già nella prima edizione del 2006 avevano coinvolto oltre 40 Comuni di cui Roma, con il nascente bosco del Pineto, luogo ove la memoria viene testimoniata appunto da un bosco che cresce arricchendosi ogni anno di nuove piante, rappresenta il comune capofila, la cui cerimonia, anche per la rilevanza degli organismi e dei personaggi istituzionali intervenuti, riveste una valenza nazionale.
Ivan Rossi a luglio, appena un mese dopo, avrebbe compiuto 30 anni e, a detta di tutti quelli che lo conoscevano, profondeva allegria e gioia di vivere, e il mestiere che si era scelto per passione, l'animatore, gli si addiceva perfettamente. E lo aveva svolto con gioia e con grandissima passione per anni, fino a diventare capo animatore. Quest'anno, dopo aver lavorato in tutto il mondo e, particolarmente a Zanzibar, in Africa, esperienza che a detta della mamma Rita e del papà Vittorio lo aveva umanamente segnato, aveva scelto l'Italia e aveva trovato un ingaggio estivo in Sicilia, più precisamente a Noto, in provincia di Siracusa, località dove si trova il villaggio Helyos, luogo in cui, quel drammatico 8 giugno 2007, Ivan ha perso la vita.
E' interessante rilevare come la stampa e i media abbiano trattato la notizia, sottolineando sempre come Ivan fosse un animatore nell'esercizio della sua professione, come se quella dell'animatore potesse quasi somigliare, paradossalmente, come funzione verso la gente, a quella di un vigile del fuoco o di un appartenente alle forze dell'ordine! E infatti non è un caso che quel ragazzo capace di un simile atto eroico facesse l'animatore, perché nell'animatore c'è uno spirito, un orientamento al prossimo che è determinante nella scelta di chi fa questo lavoro, alla stessa stregua di chi sceglie altre professioni di spiccata vocazione altruistica.

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